Il piacere della lettura.

Scrittura Informa recensisce libri della piccola e media editoria italiana. Non riceve sponsorizzazioni e non è snob verso libri prodotti con editoria a pagamento. L'attenzione deve appuntarsi sui libri. Sempre. Se ci saranno prove che il libro è pessimo, lo si criticherà di conseguenza. Scriviamo in troppi, leggiamo in pochi.
lunedì, 13 luglio 2009

Vanessa storia di una metamorfosi




Titolo: VANESSA, STORIA DI UNA METAMORFOSI
Autore: Alessandra Di Gregorio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: romanzo, narrativa intimista
Isbn: 978-88-88996-19-6
Pagine: 192
Prezzo: 15 €


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DALLA PREFAZIONE:

Recensione di Eva Russo

Vanessa, presa e persa per un uomo, esiste come entità binaria, metà reale e metà cibernetica. È la protagonista del romanzo e la narratrice di una storia intima e soffocante. L’Autrice ci guida alla scoperta del sesso liberandolo da mistificazione ed ipocrisia. Il suo è un linguaggio nuovo, una gestualità verbale che risveglia i sensi, che rivela, attraverso un diario osceno e torrenziale, sogni, visioni e avvenimenti confinati nelle spire di una femminilità delicata e sommersa. Il lettore andrà incontro alla sublimazione percettiva attraverso la verbalità sensuale della protagonista.
All’apparenza solitaria e sconfitta, Vanessa userà se stessa per evitare il contagio del mondo, senza però riuscire a privarsi della luce fino in fondo. I racconti che si susseguono nel romanzo sfiorano la contemporaneità digitale, creando simmetrie e dissonanze consapevoli, stimolando la sfera sensuale e intellettiva, immergendoci in quella erotica e sentimentale di una protagonista proiettata in avanti da una ricerca di vitalità incessante.

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Recensione di Carlo Giuseppe Alfieri.

Cominciamo col dire quello che questo romanzo non è. Non è un romanzo per anime pudibonde. Non è un romanzo pornografico. Ma come? Con tutte quelle descrizioni di sesso così crude… Vero: crude, però necessarie, come opposto di gratuite. Si gioca tutta qui, a pensarci bene, la demarcazione tra pornografia e narrazione erotica, per quanto spinto ed esplicito possa essere il linguaggio.

Quindi un romanzo erotico? Sì e no: se il lettore cerca le atmosfere sognanti e surreali di Histoire d’O, o di Emmanuelle, più immaginate che reali, non le troverà. “Vanessa. Storia di una metamorfosi” è, sul côté sessuale, un libro molto concreto, assolutamente realistico. Il sesso c’è, eccome, con tutte le sue follie, i suoi tormenti, i suoi odori, le sue ossessioni. Ma non è tutto. In primo luogo perché il romanzo è una sorta di narrazione episodica da ritaglio di giornale; non c’è dentro tutta una vita, bensì scorci precisi. Un diario femminile claustrofobico, che segnala solo alcuni momenti campione della vita intellettuale ed emotiva della protagonista, in cui il tempo scorre con la scansione minima oraria ma senza altri riferimenti concretamente esportabili al di fuori delle sue stanze. Poi perché quello che fa di Vanessa una donna incasinata, profonda, torrida e al tempo stesso delicata ed essenziale, è proprio la sua ricerca di una femminilità estrema, spoglia di classificazioni, il più possibile onesta – ma spesso teneramente vile proprio verso di sé, per via dell’attrazione/repulsione esercitata dal mondo maschile che se da un lato lei ama, dall’altro critica e ripudia.

Vanessa incarna una donna in rivolta. In primo luogo contro se stessa, negli anni della pubertà, poi contro la madre (le madri), poi contro la Società, poi contro gli uomini… Vanessa da ragazzina soffre dei cambiamenti che il naturale sviluppo biologico induce nel suo essere fisico. Pensa che certe sorprese che il suo corpo le riserva non le siano state adeguatamente spiegate. Il suo nuovo corpo non le piace, la imbarazza, fa fatica ad abituarcisi, come in fondo accade a tutte le adolescenti. E ne soffre, come soffre quando scopre, poco più avanti negli anni, il ruolo di fattrici che la Società sembra avere assegnato alle donne, senza offrire alternative “dignitose”. Poi arriva l’età degli amori. Esperienze più o meno incerte, pasticciate prima, e esperienze mature, complete, torrenziali e debordanti, dopo. Cosa c’è tra il prima e il dopo? Neanche a dirlo c’è Luca, il classico uomo giusto: tutto andava così bene con lui! Ma, come spesso accade, Luca si trasforma nel mitico amore perduto, per ritrovare il quale la nostra protagonista sembra disposta ad affrontare le prove più estreme, scoprendo, di ragionamento in ragionamento, che la questione identitaria non riguarda unicamente chi si sceglie di amare, quanto aspetti di sé solo all’apparenza sommersi. O forse, semplicemente, le affronta per punirsi di aver-lo perduto. Vanessa punisce tutti gli uomini che la desiderano, che la eccitano e ai quali può anche concedersi, ma non darsi. La seguiamo dunque di letto in letto, di riflessione in riflessione, di esperienza in esperienza: non si nega nulla. La seguiamo nei suoi ricordi e nelle dolorose introspezioni, che continuamente si punta alla tempia come un revolver dal quale potrebbe partire casualmente il colpo fatale. Alla fine, che romanzo avremo letto? Suggerisco sommessamente una risposta: un romanzo d’amore.

lunedì, 04 maggio 2009

Il Ciliegio presenta l'analisi linguistica della conversazione in chat

mailgooglecom

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Il libro: L’analisi della conversazione in chat

Collana: saggio

Editore: Il Ciliegio

Autrice: Alessandra di Gregorio

Caratteristiche: formato 15×21 , brossura copertina colori plastificata lucida

Pagine: 208 con illustrazioni b/n

Prezzo: euro 18,00

Isbn: 978-88-88996-16-5

In uscita a maggio

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L’analisi della conversazione in chat

L’uso di Internet ha rivoluzionato il modo di intendere la comunicazione e le possibilità linguistiche odierne in senso scritto e grafico. La virtualità ha un suo linguaggio specifico e numerosi studi che si occupano di analizzare in maniera pluridisciplinare, forme e contenuti dei colloqui degli internauti. L’analisi della conversazione in chat di Alessandra Di Gregorio, dottoressa in Lettere Moderne e consulente editoriale, punta proprio allo studio e al commento di veri spezzoni di conversazioni avvenute in chat. È un testo accademico specifico - afferente alla linguistica e alla sociologia - ma affronta un argomento di grande interesse per specialisti della comunicazione, utenti della Rete, giovani e appassionati fruitori della lingua in genere. Con l’ausilio e il commento di importanti studi di riferimento, appendici di emoticon e abbreviazioni tipiche del linguaggio dell’instant messaging, il saggio propone uno sguardo d’insieme rigoroso, appassionante e piacevolmente diretto.

L’autrice

Alessandra Di Gregorio (Cugnoli, 1983) è una giovane autrice che ha avuto a che fare con la scrittura precocemente. Ancora bambina compone le prime poesie, ma è con la prima età adulta che si approccia alla narrativa con convinzione, pubblicando racconti sul web e partecipando a concorsi letterari. Laureata con lode in Lettere Moderne presso l’Università D’Annunzio di Chieti, attualmente è collaboratrice freelance di diverse case editrici per cui svolge editing e consulenza editoriale. Cura inoltre uno spazio personale di divulgazione letteraria online recensendo testi della piccola e media editoria italiana.

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DISTRIBUZIONE

I libri editi da Edizioni Il Ciliegio sono ordinabili sia online che nelle librerie di fiducia.

Siamo distribuiti in tutto il territorio Nazionale da:

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I nostri libri si possono trovare nelle librerie convenzionate.

martedì, 28 aprile 2009

Cos'è Scrittura Informa

Per vedere tutte le novità di Scrittura Informa, visitate il blog ufficiale



E’ uno spazio che nasce a cavallo della mia esperienza con Bookland - la rivista letteraria nata dalle idee e dall’impegno di Caravaggio Editore - ma probabilmente se ne discosta perché la mia risorsa principale è unicamente la lettura diretta di testi già editi e provenienti dalle più disparate case editrici del nostro ricco panorama editoriale, scritti rigorosamente da Autori esordienti (o giù di lì), praticanti una letteratura e saggistica underground, spesso nascoste e in attesa solo di essere scovate.

Nel mio spazio si tenta infatti di promuovere tanto Editori che Scrittori (ma unicamente sulla base dell’esperienza empirica costituita dalla reale lettura dei testi editati e/o scritti), senza voler per forza veicolare un qualunque messaggio illusorio o diffondere una posizione dogmatica precisa circa gli annosi dibattiti su scrittura, pubblicazioni e dintorni, né indottrinare il Lettore riguardo alle problematiche dell’editoria italiana in genere e quelle dell’emergenza di scrittori esordienti in particolare.

Questo salotto è aperto a tutti senza pregiudizio e si pone perciò decisamente a margine rispetto a buona parte dell’informazione diffusa sul web, pur abbracciandone e in parte condividendone ampiamente contenuti e ragioni.

In quanto curatrice di questo spazio, ci tengo a sottolineare che:


Scrittura Informa non è associata né sponsorizzata da nessuno. Tutti gli Autori in vetrina, come gli Editori Amici, non contribuiscono in nessun modo al finanziamento degli sforzi intellettuali richiesti per recensire i loro libri. Scrittura Informa non avalla né l’editoria a pagamento né nessun editore in particolare, né è interessato a far proseliti sfruttando il nome e l’immagine altrui, né altresì a farsi usare a sua volta. Scrittura Informa è - così come dichiarato in più di un punto - uno spazio dedicato SOLO ai libri editi, che non ha bisogno di falsificare la propria opinione mettendo la propria penna al soldo di chi nell’ambiente riscuote biasimo per la propria linea editoriale piuttosto che per i propri metodi. Scrittura Informa è uno spazio nato per RECENSIRE libri in lingua italiana e chi lo cura non si esime mai dal criticare un testo quando inferiore alle aspettative di completezza o gradimento. Scrittura Informa è pro-scrittura, non pro-scrittori né pro-editori. Parafrasando la mia opinione esposta ad una persona: «Scrittura Informa non ha responsabilità se un esordiente ha sborsato 1800 euro per una pubblicazione con distribuzione ridicola compresa di raggiro; non dipende da me né Scrittura Informa ha fatto niente per avallare queste considerazioni. Non mi compete giudicare il modo in cui quel libro è diventato libro, ma ho fatto una mission della mia volontà di scoprire COSA c’è in quel libro, per renderlo pubblico e sfatare - laddove ci fosse un VERO RISCONTRO - la leggenda metropolitana che TUTTO quello prodotto secondo alcuni dettami possa essere spazzatura».

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Collaborano con Scrittura Informa:



iniziative culturali

Operazione Bianciardi, “Riaprire il fuoco”



riviste letterarie

Progetto Babele
Prospektiva
Bookland

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case editrici

Gattogrigio Editore
Edizioni Il Ciliegio
Lubrina Editore*
Intermezzi Editore
Dario Flaccovio Editore
Eleusi Edizioni
Cavallo di Ferro Editore
Scrittura & Scritture
La Carmelina Edizioni
Edizioni Nottetempo
Parole Sparse Edizioni
Lepre Edizioni
Luigi Pellegrini Editore
Edizioni Creativa
Edizioni Cinquemarzo
Edizioni Ibiskos Risolo
Laboratorio Gutenberg
Prospettiva Editrice
Edizioni 0111
Arpanet
Edizioni Montag
Caravaggio Editore
Albus Edizioni
I Sognatori
Edizioni XII
Effepi Libri
Neo Edizioni
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martedì, 28 aprile 2009

Vetrina Autori

L'elenco degli Autori è in continuo aggiornamento. Per ulteriori informazioni visitare il blog ufficiale:



Scrittura Informa NON E’ UNA CASA EDITRICE. Non riceve nessuna sponsorizzazione né si fa portavoce di nessuna casa editrice o privato. Non è interessata a prendere in visione testi assemblati fai-da-te o da tipografie, perché non è questa la sede migliore per quel tipo di opere. Scrittura Informa si occupa di libri messi in commercio legalmente e reperibili grazie al codice ISBN, tanto per intenderci.



CHI VOLESSE CONTATTARMI PER INVIO TESTI E REDAZIONE RECENSIONI AD HOC FRUTTO DI UNA VERA LETTURA E NON DEI SOLITI COPIA-INCOLLA, PUO’ INVIARE UNA MAIL AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA. RISPONDO SEMPRE MOLTO CELERMENTE.



doc.io.scrivo@gmail.com



I LIBRI VERRANNO LETTI E RECENSITI COMPATIBILMENTE ALL’ORDINE DI ARRIVO PRESSO DI ME.


Al momento la mia scrivania è piena di libri: alcuni già letti e recensiti, altri non, altri freschi di invio, altri invece sono in viaggio. Ringrazio tutti gli Autori che sono stati disponibili al dialogo e le case editrici che hanno collaborato e che collaboreranno a questa mission del tutto volontaria, guidata unicamente da scelte effettuate sul campo e dalla disponibilità di chi ho avuto il piacere di conoscere. Spero di ripagare al meglio delle mie forze la fiducia dimostratami. Man mano citerò tutti. Per ora ringrazio in ordine sparso:




Matteo Pugliares
Marco Mazzucchelli
Ezio Maccalli
Dario Falconi
Leonardo Tonini
Alfredo Sasso
Alberto Gherardi
Daniela Montanari
Valentina Bellettini
Giuseppe F. Cassatella
Patrizia Targani
Sacha Naspini
Laura Bondi
Gigliola Biagini
Lorenzo Mazzoni
Loredana Pagano
Marco Valenti
Paolo Scatarzi
Enrico Astolfi
Carlo Menzinger
Michela P.
Cristiana Longhi
Mariagrazia Cammisano
Luana Troncanetti
Anthony Colannino
Guido Pagliarino
Francesco Logidiani
Andrea Armati
Glauco Silvestri
Clemente Musumeci
Fabrizio Diotallevi
Francesco Caracciolo
Paolo Scriboni
Simone Maria Navarra
Enrico Maria Secci
Simone Piazzesi
Paolo Viglianisi
Francesco Danti
Patrizia Ines Roggero
Achille Signorile
Maria Rosa Campanale
Lawrence Sudbury
Damiano Mazzotti
Valerio Achille Semenzin
Paola Martini
Girolamo Lazoppina
Maria Luisa Maricchiolo
Marco Pirola
Laura Boerci
Azzurra Mangani
Eva Russo
Gaia Conventi
Maurizio Barbarisi
Maria Lanciotti
Chiara Vitetta
Eduardo Vitolo
Marco Nundini
Francesco Giannasi
Caterina Armentano
Davide Rubini
Alessandro Fusacchia
Andrea Renaldi
Gianluca Fiore
RoboGabr’Aoun
Gionata Soldatini
Holly Orange
Alessio Masciulli
Antonio Mazziotta
Roberto Bianchi
Alessandro Bastasi
Erika Dagnino
Mauro Cardinale
Tiziana Baricca
Eliott Parker
Michel Franzoso



opere non su supporto cartaceo (uniche eccezioni cui non ne seguiranno delle altre)

Sara Muggittu
Walter Leali
Barbara Betterini
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martedì, 28 aprile 2009

Scrittura Informa


Nota:

Scrittura Informa NON E’ UNA CASA EDITRICE, non riceve nessuna sponsorizzazione né si fa portavoce di nessuna casa editrice o privato. Non è interessata a prendere in visione testi assemblati fai-da-te o da tipografie, perché non è questa la sede migliore per quel tipo di opere. Scrittura Informa si occupa di libri messi in commercio legalmente e reperibili grazie al codice ISBN, tanto per intenderci.

Scrittura Informa è raggiungibile al seguente indirizzo di posta elettronica:

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martedì, 28 aprile 2009

L'ANALISI DELLA CONVERSAZIONE IN CHAT

Consigli per gli acquisti

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In uscita



L’analisi della conversazione in chat



L’uso di Internet ha rivoluzionato il modo di intendere la comunicazione e le possibilità linguistiche odierne in senso scritto e grafico. La virtualità ha un suo linguaggio specifico e numerosi studi che si occupano di analizzare in maniera pluridisciplinare, forme e contenuti dei colloqui degli internauti. L’analisi della conversazione in chat di Alessandra Di Gregorio, dottoressa in Lettere Moderne e consulente editoriale, punta proprio allo studio e al commento di veri spezzoni di conversazioni avvenute in chat. È un testo accademico specifico - afferente alla linguistica e alla sociologia - ma affronta un argomento di grande interesse per specialisti della comunicazione, utenti della Rete, giovani e appassionati fruitori della lingua in genere. Con l’ausilio e il commento di importanti studi di riferimento, appendici di emoticon e abbreviazioni tipiche del linguaggio dell’instant messaging, il saggio propone uno sguardo d’insieme rigoroso, appassionante e piacevolmente diretto.



L’autrice

Alessandra Di Gregorio (Cugnoli, 1983) è una giovane autrice che ha avuto a che fare con la scrittura precocemente. Ancora bambina compone le prime poesie, ma è con la prima età adulta che si approccia alla narrativa con convinzione, pubblicando racconti sul web e partecipando a concorsi letterari. Laureata con lode in Lettere Moderne presso l’Università D’Annunzio di Chieti, attualmente è collaboratrice freelance di diverse case editrici per cui svolge editing e consulenza editoriale. Cura inoltre uno spazio personale di divulgazione letteraria online recensendo testi della piccola e media editoria italiana.



Il libro: L’analisi della conversazione in chat

Collana: saggio

Editore: Il Ciliegio

Autrice: Alessandra di Gregorio

Caratteristiche: formato 15×21 , brossura copertina colori plastificata lucida

Pagine: 208 con illustrazioni b/n

Prezzo: euro 18,00

Isbn: 978-88-88996-16-55

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mercoledì, 14 gennaio 2009

31 OTTOBRE

Grazie a Glauco della simpatia dimostratami.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio


31-ottobre

  • Titolo: 31 ottobre
  • Autore: Silvestri Glauco
  • Editore: Il Filo
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Nuove voci
  • ISBN: 8861852920
  • Pagine: 128

31 Ottobre è il romanzo di Glauco Silvestri, un horror surreale ambientato a Bologna, nota per le suggestioni dei migliori giallisti italiani e particolarmente per i guizzi di penna di Loriano Macchiavelli (vedi I Sotterranei di Bologna).

Questa volta invece a cimentarsi è un esordiente, pubblicando con Il Filo un romanzo agile che, come secondo le dichiarazioni dell’Autore, si potrebbe leggere nell’arco delle ventiquattro ore giornaliere. A noi però non interessa guardare con un occhio alla pagina e con un altro al quadrante appeso al muro. Ci interessa sapere cosa accade a chi e perché.  Il romanzo ha un  esordio da brivido e i concittadini di Silvestri ci penseranno due volte a soffermarsi nei luoghi citati  dallo scrittore, perché in quei luoghi - a partire dal Pavaglione - solitamente la gente muore… e non muore semplicemente… no, muore ammazzata aperta in due con chirurgica precisione. Sulle tracce del pazzo che si macchia di questi efferati omicidi, un Tenente e un’agente della Scientifica, presto consci di trovarsi di fronte ad una serie di fenomeni non propriamente “normali”; testimone dei delitti un gatto nero, muto spettatore (o forse anche attore principale, chi può dirlo?) di crimini orrendi che non lasciano manco tracce ematiche eccetto che addosso a lui.

Volendo trattenersi solo sulla trama, ammettiamo di trovarci di fronte ad un tentativo di cattura delle magiche influenze dettate dalle nostre stesse città; a quanti non è mai venuto in mente cosa potrebbe accadere nel vicolo buio della nostra via, se una ragazza sola e sperduta s’attardasse in una notte buia e senza luna? Silvestri respira la sua Bologna ma spesso il tentativo è grossolano e ciò forse stride col fatto che la città teatro dei tristi fatti narrati, è in effetti la sua; del resto, però, indirettamente ci conferma il fatto che non basta conoscere fisicamente un posto per poterlo anche trasporre sul foglio. È necessaria una visione, una rapidità di associazione mentale/testuale, in cui i luoghi si fondono alla parola scritta e la narrazione è come un giro turistico in posti che non sono segnalati sulle carte.

La penna del Silvestri spesse volte risulta maldestra - ma questo particolarmente nei primi capitoli, come se il testo venisse poi ripreso da una mano più dosata e ponderata, mentre nelle zone incipienti del romanzo questo non accadeva e lo stacco conseguente che si è prodotto è sottile ma pur sempre evidente; la trama in sé appare fuori dall’ordinario per via della scelta tutto sommato “insolita” fatta nell’ordine del tipo di delitti commessi e della natura degli stessi in una città come Bologna dove siamo abituati a ben altro (solitamente i grandi narratori statunitensi, vuoi anche per le cronache nere locali che abbondano di serial killer efferati di ogni risma, sono più credibili, in questo senso); l’editing non è curatissimo (ma come già detto altrove, non è quello a fare un libro, anche se poi in un certo senso la tipologia di errore presente nel testo non è sicuramente un buon biglietto da visita per l’Autore e il lettore se ne avvede traendo le sue considerazioni, magari anche en passant ma comunque traendole…). Ci sono parti del testo assolutamente meccaniche, dove le descrizioni si affastellano senza soluzione di continuità e salta agli occhi una certa grossolanità della lingua. Il libro è troppo veloce e spicciolo, e se la lettura scorre lesta c’è da chiedersi se è per le ragioni appena addotte oppure per scelte autorali particolari. Alle ingenuità linguistiche si aggiunge una verve  fiacca, che non centra l’obiettivo di porci innanzi alla figura d’un vero narratore che sappia riconoscere e tenere a bada il proprio ruolo - e questo poi lo si nota anche per via della frettolosità dei periodi e della elementarità di alcuni di essi. Poi però, quasi di punto in bianco, la mano dell’Autore cambia. Versa nel testo una maggiore riflessività e questo si nota nelle pagine che si susseguono meno scontate che altrove, snelle certo, ma non più fini a se stesse come in precedenza.

L’apoteosi la raggiungiamo col capitolo 13 (ed io ho messo il segno al libro, Glauco!), e scopro che Silvestri è molto più credibile e generoso come narratore dell’intimità che di case e cose. Pur non volendo assolutamente anticipare nulla di quanto contenuto nel libro perché il libro dovete acquistarlo e magari poi tornare qui a commentarlo con me e Glauco, vi dico solo alcune cose: Silvestri in un paio di paginette racconta una notte, un incontro amoroso, lo scoppio della passione. Silvestri si dimostra all’altezza del suo ruolo qui come mai in nessun’altra pagina dell’intero romanzo. Ci disegna, con una abilità che invece gli è mancata mentre ci parlava dei viali di Bologna, o del tizio che prende l’autobus per andare a lavoro, o della tizia che va a gettare il rusco in tacchi a spillo, due corpi che si fondono. C’è malizia nel suo tratto, c’è sapienza, c’è il gusto della carezza. Questo è il registro che vorremmo avergli visto anche in precedenza ma non volendo continuare ad apparire troppo severi di fronte ad un libro che è prima di tutto un esperimento - perché sì, scrivere comporta dei rischi, perché la scrittura ha bisogno di alimentarsi continuamente alla fucina della creatività (e parlo anche di quella linguistica…) - siamo propensi a pensare, romanticamente, di poter vedere da qui a non molto un nuovo parto della fantasia di quest’Autore che, un po’ come tutti noi, ha solo bisogno di incanalare meglio i suoi attacchi di creatività in uno stile meglio definito e scevro di quelle piccole ingenuità che tolgono alla sua penna il lustro che invece meriterebbe e sicuramente si meriterà.

Adg.

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categoria: libri, leggere, narrativa, recensione libri, giallistica, recensire, glauco silvestri


mercoledì, 14 gennaio 2009

LO STREGONE DI ASSISI

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio


lo-stregone-di-assisi

  • Titolo: Lo stregone di Assisi. Il volto negato di San Francesco
  • Autore: Armati Andrea
  • Editore: Boopen
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • ISBN: 8862230923
  • ISBN-13: 9788862230926
  • Pagine: 150

Francesco D’Assisi, padre dell’ordine mendicante dei Francescani, noto ai più come “il poverello d’Assisi” o anche come “l’inventore del presepe”, figura di spicco nell’agiografia nazionale ed extra-nazionale, riferimento religioso d’ogni tempo per via della formula monacale cui decise di prestar fede e cui diede vita in nome del ritorno all’originaria pauperitas da tempo abbandonata dal clero di un medioevo falso e corrotto; convertitosi - secondo le fonti, per via di un forte senso di compassione verso i poveri cui desiderava apparentarsi, a seguito del mancato intervento nella Quarta Crociata - ad una forma estrema di religione, non particolarmente in linea con la coscienza clericale del tempo ma motore di successive e annose dispute con gli Ordini a lui contemporanei o successivi; ispiratore di versi, uno dei primi versificatori in lingua volgare, noto anche e soprattutto per il meraviglioso Laudes Creaturarum, meglio conosciuto come Cantico delle Creature;  uomo d’arme presto fattosi mendicante, quando non un uomo scomodo di fronte a ricchi e potenti; emblema della santità e della purezza di spirito, venerato come santo presso la religione cattolica… È questo il personaggio al centro del significativo saggio di Andrea Armati «Lo Stregone di Assisi».

Il saggio, edito da Boopen, è il risultato di approfonditi studi, ardite vedute e considerazioni circa la messa in discussione dell’appiattimento culturale subito da questa figura emblematica del suo tempo e del suo stesso credo. In un momento storico in cui gli strumenti a disposizione del critico si moltiplicano inverosimilmente, diventa importante anche e soprattutto la revisione e rielaborazione di quanto è stato prodotto in tempi antecedenti al nostro,  allo scopo - anche solo per puro impegno e passione personali - di far rivivere - rispolverando vecchie nozioni nascoste sotto antichi pregiudizi e abiti troppo approssimativi e “di comodo” - personaggi, miti e ragioni. Armati s’interroga, fondamentalmente, sulla figura di Francesco con acume e pertinenza, evitando per principio le acque torbide dell’inganno di fonti corrotte dal costume del tempo, specie dal costume clericale, invertendo per mandato la rotta del pregiudizio facile ad ingenerarsi in chi vuole a tutti i costi difendere e diffondere una credenza distorta e/o erronea, per portare alla luce una figura diversa, meno evanescente e sfumata di quanto normalmente ci è dato di credere.

Francesco allora risplende nella sua umanità a volte fosca a volta limpida ma mai veramente classificabile o imbrigliabile in qualificazioni piatte, e lo studio di Armati allora scivola con cognizione e prontezza, in un excursus storico in cui fonti note e meno note si fondono e confondono, creando un’aura di freschezza attorno alla stantia figura d’un santo che era prima di tutto un uomo. Ecco allora che tanto bassezza che materialismo entrano nel nostro vocabolario delle pertinenze caratteriali di Francesco, il quale, a ben vedere, non perde lustro; semmai - e volendo essere lungimiranti come solitamente la critica cristiana non s’è dimostrata né tra i contemporanei del fraticello né tra i nostri, per ragioni d’indottrinamento locale o di ritorno d’immagine anche nei secoli a venire - acquista quello spessore coerente che lo affranca da un falso misticismo e lo restituisce ad una reale e più spoglia concretezza. Armati traccia un disegno coeso e preciso, ma quel che è certo è che ci sarebbe da chiedersi, ultimata la ricca lettura, se Francesco, ridotto ai minimi termini, è da considerarsi davvero solo un uomo, oppure più semplicemente - e realisticamente - solo un uomo fuori dal suo tempo e proiettato verso una modernità che però l’ha conosciuto unicamente sotto le spoglie del modello irraggiungibile e pio che ci hanno mostrato praticamente sino all’altro ieri, prima cioè che venisse gettata una luce diversa sul cono d’ombra creato attorno alla vita e alla storia d’un uomo divenuto santo.

Adg.

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categoria: libri, leggere, recensione libri, saggistica storica, recensire, andrea armati


mercoledì, 14 gennaio 2009

IL GIORNO CHE VIDI IL TUO VOLTO

Ringrazio il Dottor Pagliarino per la disponibilità e la cortesia con la quale ha accolto la mia proposta di collaborazione. I suoi saggi offrono spunti di riflessione che condivido in pieno, pur essendomi allontanata dalla pratica religiosa da un pezzo.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

il-dio-col-grembiule

  • Titolo: Il Dio col grembiule
  • Autore: Pagliarino Guido
  • Editore: Boopen
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN: 8862230109
  • ISBN-13: 9788862230100
  • Pagine: 226

(prima edizione Lulu Press, seconda edizione Boopen)

Il Dio col Grembiule, edito da Boopen, è un saggio di bravura oltre che un saggio teologico d’ampiezza storica per nulla irrilevante, in cui confluiscono la passione per gli studi storici e per quelli biblici e la prepotente motivazione fideistica di colui che, non abbagliato dai propri convincimenti religiosi, dichiara la ferrea intenzione di permettere un approccio serio e motivato ai profani, e uno senza dubbio più approfondito a quegli stessi cattolici che poco o nulla sanno al di là di ciò che acquisiscono con una blanda pratica domenicale.

Pagliarino amministra la materia con perizia e quello che colpisce una volta di fronte al suo volume, è che spesso l’apparato delle note riempie più spazio di quanto ne occupi il testo vero e proprio, questo proprio a sostegno del fatto - come dichiara l’Autore stesso - che il libro ha valenze plurime ed è adatto tanto a un pubblico di curiosi che ad un pubblico di ricercatori assennati (di conferme, di speranze, di nozioni più specifiche).  Ne Il Dio col Grembiule fonti bibliche e considerazioni personali logiche, schiette, certamente “di parte” ma mai fuori dal chiaro sentiero della ragione e della concretezza storica e filosofica, si alternano a disegnare un discorso articolato e serio, che partendo dai tempi in cui l’oralità tracimava nella tradizione profetica ipotizzando l’esistenza di un dio d’amore, fanno il verso poi ad altre parti veterotestamentarie in cui s’ipotizza un dio ferreo e vendicatore - immagine giunta sino a noi, pronta ad alimentare il divario pessimistico tra la duplice condizione dell’amare per amore e del servire per essere amati.

In soccorso alla visione meno pregiudizievole di questo cristianesimo d’amore e carità, vengono i versetti di Giovanni, in cui si afferma, attraverso il racconto della “lavanda dei piedi”, la vera natura del Cristo e della sua missione su questa terra; un Cristo che munito di grembiule, s’inginocchia per detergere i piedi dei suoi Apostoli, nella notte che precede il Venerdì della Passione. Il vero primato del figlio di Dio che s’è incarnato e fatto uomo, è dunque amare e farsi umile servendo anche il più piccolo dei servi e l’ultimo dei derelitti, testimoniando, attraverso l’uso di un amore incondizionato, la veridicità e l’applicabilità dei precetti divini, contrari ad una sudditanza ingiustificata verso un dio terribile praticato nelle Antiche Scritture ebraiche, che non ha più ragione di esistere, dal momento che per redimere il mondo e fondare una nuova religione dell’amore, ha condotto in Terra il suo unico figlio fattosi uomo, e l’ha portato ad amare così tanto il mondo al punto di lasciarlo salire sulla croce.

Mi vengono in mente, a questo punto, tutta una serie di reminescenze catechistiche dell’infanzia o giù di lì, e la risposta sempre pronta che io stessa adducevo di fronte all’incredulità generale di falsi credenti e ottusi di ogni risma - al di là sempre della mia fede ma mai al di là della mia intelligenza personale: «se Abramo aveva così tanta fede in Dio da acconsentire al sacrificio di Isacco, che invece venne graziato e sostituito con un ariete che aveva le corna impigliate in un rovo, perché non considerare invece che quello stesso Dio di Abramo non era davvero un dio sanguinario come alcuni additarono a lungo, pronto a richiedere sacrifici terribili al Popolo Eletto, ma solo un dio buono che metteva alla prova coloro per i quali avrebbe mandato un giorno il suo stesso figlio da destinare realmente alla morte, per mondare i peccati loro e di tutti?»

Adg.

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mercoledì, 14 gennaio 2009

IL DIO COL GREMBIULE

Ringrazio il Dottor Pagliarino per la disponibilità e la cortesia con la quale ha accolto la mia proposta di collaborazione. I suoi saggi offrono spunti di riflessione che condivido in pieno, pur essendomi allontanata dalla pratica religiosa da un pezzo.

recensione a cura di Alessandra Di Gregorio

il-dio-col-grembiule

  • Titolo: Il Dio col grembiule
  • Autore: Pagliarino Guido
  • Editore: Boopen
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN: 8862230109
  • ISBN-13: 9788862230100
  • Pagine: 226

(prima edizione Lulu Press, seconda edizione Boopen)

Il Dio col Grembiule, edito da Boopen, è un saggio di bravura oltre che un saggio teologico d’ampiezza storica per nulla irrilevante, in cui confluiscono la passione per gli studi storici e per quelli biblici e la prepotente motivazione fideistica di colui che, non abbagliato dai propri convincimenti religiosi, dichiara la ferrea intenzione di permettere un approccio serio e motivato ai profani, e uno senza dubbio più approfondito a quegli stessi cattolici che poco o nulla sanno al di là di ciò che acquisiscono con una blanda pratica domenicale.

Pagliarino amministra la materia con perizia e quello che colpisce una volta di fronte al suo volume, è che spesso l’apparato delle note riempie più spazio di quanto ne occupi il testo vero e proprio, questo proprio a sostegno del fatto - come dichiara l’Autore stesso - che il libro ha valenze plurime ed è adatto tanto a un pubblico di curiosi che ad un pubblico di ricercatori assennati (di conferme, di speranze, di nozioni più specifiche).  Ne Il Dio col Grembiule fonti bibliche e considerazioni personali logiche, schiette, certamente “di parte” ma mai fuori dal chiaro sentiero della ragione e della concretezza storica e filosofica, si alternano a disegnare un discorso articolato e serio, che partendo dai tempi in cui l’oralità tracimava nella tradizione profetica ipotizzando l’esistenza di un dio d’amore, fanno il verso poi ad altre parti veterotestamentarie in cui s’ipotizza un dio ferreo e vendicatore - immagine giunta sino a noi, pronta ad alimentare il divario pessimistico tra la duplice condizione dell’amare per amore e del servire per essere amati.

In soccorso alla visione meno pregiudizievole di questo cristianesimo d’amore e carità, vengono i versetti di Giovanni, in cui si afferma, attraverso il racconto della “lavanda dei piedi”, la vera natura del Cristo e della sua missione su questa terra; un Cristo che munito di grembiule, s’inginocchia per detergere i piedi dei suoi Apostoli, nella notte che precede il Venerdì della Passione. Il vero primato del figlio di Dio che s’è incarnato e fatto uomo, è dunque amare e farsi umile servendo anche il più piccolo dei servi e l’ultimo dei derelitti, testimoniando, attraverso l’uso di un amore incondizionato, la veridicità e l’applicabilità dei precetti divini, contrari ad una sudditanza ingiustificata verso un dio terribile praticato nelle Antiche Scritture ebraiche, che non ha più ragione di esistere, dal momento che per redimere il mondo e fondare una nuova religione dell’amore, ha condotto in Terra il suo unico figlio fattosi uomo, e l’ha portato ad amare così tanto il mondo al punto di lasciarlo salire sulla croce.

Mi vengono in mente, a questo punto, tutta una serie di reminescenze catechistiche dell’infanzia o giù di lì, e la risposta sempre pronta che io stessa adducevo di fronte all’incredulità generale di falsi credenti e ottusi di ogni risma - al di là sempre della mia fede ma mai al di là della mia intelligenza personale: «se Abramo aveva così tanta fede in Dio da acconsentire al sacrificio di Isacco, che invece venne graziato e sostituito con un ariete che aveva le corna impigliate in un rovo, perché non considerare invece che quello stesso Dio di Abramo non era davvero un dio sanguinario come alcuni additarono a lungo, pronto a richiedere sacrifici terribili al Popolo Eletto, ma solo un dio buono che metteva alla prova coloro per i quali avrebbe mandato un giorno il suo stesso figlio da destinare realmente alla morte, per mondare i peccati loro e di tutti?»

Adg.

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Mi chiamo Alessandra Di Gregorio. Sono una scrittrice, curo uno spazio di divulgazione libraria in stretto contatto con editori ed autori, per favorire, laddove l'esperienza concreta della lettura me lo consentirà, la diffusione della letteratura cosiddetta minore, italiana. Il mio spazio ufficiale è su: http//scritturainforma.wordpress.com Potete scrivermi una mail diretta a: doc.io.scrivo@gmail.com


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